LA POTENZA DEL FORNO SOLARE
Piove, schifosamente piove.
E allora che ci fai con un forno solare?
Niente, salvo un po' di esperimenti.
Per stabilire quanta potenza sviluppi un forno solare, Crovatto (vedi link a lato) suggerisce di infilare nel forno solare una resistenza, collegarla ad un variac attaccarci un voltmetro ed un amperometro, dare corrente, vedere a che temperatura arriva il forno e, grazie all'amperometro ed al voltmetro, determinare la potenza assorbita dalla resistenza (sapendo che V * A = W).
Sistema ineccepibile, ma complicato per un fornologo da strapazzo par mio che non dispone di un variac, non dispone di un alimentatore con un output ragguardevole e come strumento di misurazione elettrica dispone solo di un tester.
Ho adottato un sistema assi più barbarico. Poichè Crovatto dice che un forno a scatola dovrebbe produrre circa 75 watt, ho provato a verificare con delle resistenze di analoga potenza e cioé con delle lampadine.
Assumendo che 75 watt fosse un po' generoso ho provato prima con una lampadina da 40 watt.
Questi i primi risultati
| Tempo |
Temp.interna |
temp. esterna |
| 10.40 |
13 |
13 |
| 11.20 |
55 |
13 |
| 11.40 |
57 |
13 |
| 12.35 |
62 |
13 |
| 16.25 |
65 |
13 |
| 18.00 |
65 |
13 |
Pur considerando che la temperatura esterna era molto più bassa di quella presente durante gli esprimenti estivi, considerando che al sole d'estate avevo superato abbondantemente i 100 gradi (ero arrivato a 115 gradi) direi che al sole il forno produceva più di 40 watt.
Il giorno dopo, domenica infame con neve e pioggia, ci riprovo con una lampadina da 75 watt.
Questi risultati
| Tempo |
Temp. interna |
Temp. esterna |
| 10.55 |
14 |
14 |
| 11.16 |
68 |
14 |
| 13.20 |
96 |
14 |
| 15.05 |
96 |
14 |
| |
|
|
Dopo la misurazione delle 15.05 lascio stare, ritenendo che ormai il forno abbia raggiunto il punto di equilibrio.
Considerando che la temperatura esterna è di 14 gradi contro i 26 gradi circa di quest'estate, mi sembra che si possa stimare che il forno produca o, meglio, acchiappi circa 75 watt di potenza dal sole.
Una curiosità. Dopo l'ultima misurazione, ho appoggiato il riflettore superiore sulla finestra del forno, così per vedere che succedeva.
Dopo 45 minuti la temperatura era salita a 135 gradi.
Il che la dice lunga:
a) su quanta energia venga dispersa dalla finestra
b) sul costo mostruoso di cucinare pane in questo modo.
Allora.
Se il mio forno "produce" circa 75 watt e ci mette, d'estate, circa 6/7 ore per cucinare 200 grammi di pane, mi sembra che si possa dire che per cucinare 200 grammi di pane servano circa 0,5 kilowattora (0,075 * 7 = 0,525).
Un kilowattora costa circa 15 centesimi: non è una cifra precisa precisa, perché le tariffe cambiano a seconda dei consumi, ma teniamoci su una cifra più o meno media.
(per coloro che sono privi di fede : http://www.enel.it/sportello_online/elettricita/tariffeelettriche/domestiche_monoorarie/D2/).
Quindi, ad ogni cottura di pane (o altra cosa che si cucina in circa 6 o 7 ore) ho un risparmio di circa 7, dai facciamo 8 essendo generosi con i decimali, centesimi.
Dando pure per gratis il cartone, tra fogli di alluminio, sacchetti Cuki e colla (abbastanza) ho speso circa 10 euro per fare il forno. In tutto ciò non considero la pentolina nera che uso anche per altre cose (e quindi non imputo nella mia contabilità industriale al forno) il coperchio della pentolina, il termometro e le cose accessorie.
Con un complesso calcolo matematico si ricava che per recuperare il costo del forno devo usarlo almeno 125 volte (10 / 0.08 = 125).
Si potrebbe dire:
a) ma sei stato tanto ecologico. E chi se ne frega, anche perché non è vero.
b) hai evitato di immettere C02 nell'atmosfera. Vero e falso al tempo stesso. Vero, perché il forno solare non produce CO2. Falso perché per produrre i fogli di alluminio, i sacchetti Cuki e per andare a prendere il cartone (anche in bicicletta: respiro e quindi produco CO2, per tacere del fatto che esistendo produco altri gas inquinanti quali anidride solforosa -non vi spiegherò come, ma sappiate che la cosa è collegata all'assunzione di una ricca fonte di proteine vegetali- e metano ogni qualvolta rutto: si tratta di gas serra, il primo anche tossico ad alte concentrazioni) produco CO2 che ci metterò un bel po' di tempo ad ammortizzare con le virtù ecologiche del forno.
Una cosa però resta sorprendente. Si può cucinare ragionevolmente bene anche con temperature assai più basse di quelle comunemente in uso. Il pane si può fare, come visto, con una temperatura di 100 gradi scarsi.
Il che induce a fare un po' di ragionamenti e un po' di esperimenti sulla cottura a bassa temperatura. Cosa che farò nei prossimi week end di pioggia, se non trovo altre cose da fare.